La storia

La supercar più famosa e più emozionante in assoluto. Prodotta dalla casa italiana a partire dal 1974, rappresenta ancor oggi l'auto meno convenzionale su strada. La forma a cuneo, l'alettone posteriore, le innumerevoli prese d'aria fanno di quest'auto qualcosa di unico, di spettacolare, nonostante i suoi anni. Erede della mitica Miura, la Countach migliora l'aerodinamica e la deportanza, l'ultima versione monta motore a 12 cilindri a V quattro valvole longitudinale posteriore, potenza massima 455 CV, cilindrata 5167 cm3. Ben appropriato il nome derivato da un termine dialettale piemontese che esprime meraviglia e stupore.

La tecnica

Disegnata da Marcello Gandini della Bertone con meccanica dell'ingegnere Paolo Stanzani, il motore del prototipo era a 5 litri con limite di 440 CV e cilindrata 4971 cm3, la vettura di serie invece montava il motore della Miura di 3929 cm3 con sviluppo di 375 CV. L'originale telaio a semiguscio del prototipo viene sostituito con un telaio tubolare in acciaio molto complesso. Velocissima, raggiunge i 300 km/h, ha un'ottima stabilità su strada e consente un'agile guida sportiva, per gli amanti dei posteriori è strabiliante la facilità di guida. In tutto ne vennero costruiti quasi mille esemplari.

Il restauro

Revisione completa di motore e sospensioni.